Dal 1° luglio 2025 il sistema GECOS del Comune di Roma – utilizzato per dichiarare e versare il contributo di soggiorno da parte di strutture ricettive e locazioni brevi – risulta di fatto inutilizzabile.
Chi prova ad accedere alla piattaforma si trova di fronte a caricamenti lentissimi, errori continui e frequenti “403 Forbidden”, che rendono impossibile portare a termine la procedura di dichiarazione e pagamento relativa al secondo trimestre 2025.
La scadenza per adempiere, come previsto dal regolamento comunale, è il 16 luglio. Ma a poche ore dalla data limite, moltissimi host e gestori di strutture ricettive si trovano ancora bloccati, nonostante abbiano già provato a segnalare il disservizio al Comune di Roma via PEC e email.
Ad oggi, 15 luglio, non è arrivata alcuna risposta ufficiale o comunicazione pubblica dal Comune sulla problematica né su eventuali proroghe o soluzioni alternative.
Le richieste delle associazioni di categoria
Anche le principali associazioni del settore si sono mosse per chiedere chiarimenti e soluzioni.
Property Managers Italia, di cui faccio parte come Consigliere del Direttivo, e AIGAB (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) hanno scritto al Comune di Roma per richiedere:
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chiarimenti urgenti sulla situazione del sistema GECOS,
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una proroga della scadenza del 16 luglio, vista l’impossibilità materiale di adempiere all’obbligo tributario.
Tuttavia, ad oggi non è stata fornita alcuna risposta da parte degli uffici comunali, né sono state rese note misure correttive o comunicazioni ufficiali.
Come tutelarsi?
Nel caso in cui l’impossibilità di accedere a GECOS persista anche nelle prossime ore, si invita chi è tenuto al pagamento del contributo di soggiorno a inviare una PEC al Comune di Roma, formalizzando l’impossibilità di adempiere per cause non dipendenti dalla propria volontà.
Gli indirizzi da utilizzare sono:
Nella comunicazione consigliamo di indicare:
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i dati identificativi della struttura, il codice CIU e del soggetto obbligato;
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il trimestre di riferimento (2° trimestre 2025);
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le date e gli orari in cui si sono verificati i problemi tecnici;
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una descrizione chiara delle anomalie riscontrate (errori 403, lentezza, impossibilità di completare la procedura).
Un problema che rischia di diventare un caso
Il contributo di soggiorno rappresenta un adempimento obbligatorio e, per chi non rispetta le scadenze, sono previste sanzioni o ravvedimenti operosi. Per questo motivo gli operatori chiedono al Comune di Roma:
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un intervento tempestivo per risolvere il malfunzionamento di GECOS;
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e un’eventuale proroga ufficiale della scadenza, per evitare che gli host e i gestori di strutture siano penalizzati per un problema tecnico non imputabile a loro.
La speranza è che le istituzioni intervengano con rapidità e buon senso, evitando che usi trasformi in un ostacolo burocratico.

